E' andato in onda ieri sera il film più fashion della storia: Il diavolo veste Prada.
Record d'incassi, è ormai diventato un cult tra i giovani e non solo.E' riuscito a fare conoscere il mondo del fashion system anche a coloro che lo sentono lontanissimo.
Come si fa a non amare la perfida Miranda?
La cattivissima è in realtà l'attuale direttrice di Vogue America, Anna Wintour.
Nonostante l'autrice, Lauren Weisberger, abbia ammesso che alcune parti del libro e a sua volta anche del film siano completamente inventate, al contrario, invece, fonti attendibili affermano la vera autenticità delle dinamiche nel mondo di Vogue. E' Anna Wintour che detta legge nel campo della moda. E' l'unica che decide chi e che cosa verrà inserito nel suo giornale ed è sempre lei che ha il potere di innalzare l'importanza di uno stilista o di stroncarlo. Per questo motivo è amata ma al tempo stesso detestata e temuta. Proprio per questo è considerata una delle donne più potenti del settore,cause Anna is like Madonna!!
Una scena del film spiega in modo chiaro l'importanza della Regina della moda.
Andy (l'assistente) si presenta nell'ufficio di Miranda indossando un maglioncino di colore blu e deride ingenuamente il lavoro di quest'ultima. Miranda, attraverso un giro di parole, riesce a far capire alla giovane assistente come le sue scelte alla fine siano indossate anche da lei che si considererebbe estranea al mondo della moda.
"Oh, ma certo, ho capito: tu pensi che questo non abbia nulla a che vedere con te. Tu apri il tuo armadio e scegli, non lo so, quel maglioncino azzurro infeltrito per esempio, perché vuoi gridare al mondo che ti prendi troppo sul serio per curarti di cosa ti metti addosso, ma quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo, e sei anche allegramente inconsapevole del fatto che nel 2002 Oscar de la Renta ha realizzato una collezione di gonne cerulee e poi è stato Yves Saint Laurent se non sbaglio a proporre delle giacche militari color ceruleo. [...] E poi il ceruleo è rapidamente comparso nelle collezioni di otto diversi stilisti. Dopodiché è arrivato a poco a poco nei grandi magazzini e alla fine si è infiltrato in qualche tragico angolo casual, dove tu evidentemente l'hai pescato nel cesto delle occasioni. Tuttavia quell'azzurro rappresenta milioni di dollari e innumerevoli posti di lavoro, e siamo al limite del comico quando penso che tu sia convinta di aver fatto una scelta fuori dalle proposte della moda quindi in effetti indossi un golfino che è stato selezionato per te dalle persone qui presenti... in mezzo a una pila di roba. (Miranda)"
Presente a tutte le Fashion Weeks, ed è lei che progetta il calendario delle sfilate.
Durante la settimana della moda a Milano ha limitato la sua presenza da 5 a 3 giorni invitando le principali case di moda a sfilare in quelle date.
Pochi stilisti, compreso Prada, non hanno modificato il calendario previsto per non sottostare alle richieste della Wintour.
Dopo il grandissimo successo del film decise, un anno dopo, di farsi riprendere dalle telecamere per 8 mesi per realizzare un documentario su di lei, sul suo team e sulla creazione del numero più importante del giornale "The September Issue". E' il numero più importante del magazine.
E' stato un record di vendite e oggi vale più di 100 euro.
Nel documentario grande importanza viene data a Grace Coddington, Art Director, e al suo elegante scontro con Anna Wintour per la scelta dei servizi fotografici. Voci narrano che la Wintour decise di realizzare il documentario perchè era un periodo di grande crisi per la rivista e si vociferava di un cambiamento di poltrona: al suo posto volevano la giovane Carine Roitfeld, direttrice di Vogue France.
Anna Wintour riuscì a mantenere il suo posto e a superare la crisi, cause she's the beauty of fashion!
Mettendo a confronto film e documentario ci sono molti aspetti in comune: l'ufficio è praticamente identico, l'atmosfera di tensione nel lavoro anche e si percepisce lo stesso glamour e lo stesso amore per il mondo della moda.
"Tutti vogliono essere noi"
Miranda.
... " è tutto!"




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